Da “Il percorso” – Edmond Jabès

E se il muro fosse un foglio bianco? Muro di sostegno.

Scendiamo i gradini di una scala su cui poco prima, e non senza sforzo, ci eravamo inerpicati.

E se scrivere fosse questa discesa ancora impregnata, per noi, del ricordo della lenta salita che l’ha preceduta?

All’interno dell’edificio, non possiamo oltrepassare l’ultimo piano.

Una pagina di scrittura ha i suoi pianerottoli. I suoi margini sono all’esterno. Non sapremo riempire di parole il vuoto.

La mia dimora è distrutta; il mio libro, in cenere.

In queste ceneri, io traccio linee.

In queste linee, metto parole d’esilio.

Il muro è il silenzio più duro.

Negare il nulla.

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