Il Soggetto-Alieno, teoretico-trascendentale, di Ray Brassier

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Propongo, di seguito, una mia traduzione da “Alien Theory. The Decline of Materialism in the Name of Matter”, 2001, Cap.7 “Behold the ‘non-rabbit’del filosofo franco-scozzese Ray Brassier, che delinea brevemente la sua posizione filosofica  di “realismo trascendentale” (vedi anche qui per una introduzione con approccio di tipo analitico).

“We know that Laruelle believes he has discovered this non-Decisional precondition for philosophising, and that defining it as the authentically ineliminable sine qua non for all philosophical thought is a matter of purifying the notion of immanence of every residue of ideal transcendence and empirical determination.

(Sappiamo che Laruelle crede di aver scoperto questa pre-condizione non-Decisionale per filosofare, e che definirla come il “sine qua non” autenticamente ineliminabile per tutto il pensiero filosofico è una questione di purificare la nozione di immanenza da ogni residuo di trascendenza ideale e determinazione empirica.)

For the philosophical presupposition of transcendental immanence, whether as ideal (Kant) or as real (Quine), invariably renders it immanent to something. Thus, for Kant, the transcendental qua ideal synthetic a priori is immanent to possible experience, while for Quine the transcendental qua real physical theory of the world is immanent to empirical science.

(Questo in quanto la presupposizione filosofica dell’immanenza trascendentale, sia essa come ideale (Kant) o come reale (Quine), la rende invariabilmente immanente “a” qualcosa.
Così, per Kant, il trascendentale in quanto “ideale sintetico a priori” è immanente alla possibile esperienza, mentre per Quine il trascendentale in quanto “teoria fisica del mondo” è immanente alla scienza empirica.)

Accordingly, in order to safeguard immanence’s autonomy and prevent its contamination through transcendent ideality and empirical reality, Laruelle must achieve a seemingly impossible feat: he has to separate immanence qua immanence from immanence qua transcendental without differentiating them as two distinct ‘things’.

(Di conseguenza, allo scopo di salvaguardare l’autonomia dell’immanenza e di prevenire la sua contaminazione attraverso l’idealità trascendente e la realtà empirica, Laruelle deve realizzare un’impresa apparentemente impossibile: deve separare “l’immanenza in quanto immanenza” dall’ “immanenza in quanto trascendentale” senza differenziarle come due “cose distinte”.)

Immanence must be capable of fulfilling a transcendental function without becoming transcendental. The function of the transcendental entails a relation of determination (whether this be one of conditioning (Kant), constitution (Husserl) or production (Deleuze)), a relation that would compromise the radical autonomy of the immanence Laruelle seeks.

(L’immanenza deve essere capace di svolgere una funzione trascendentale senza diventare trascendentale. La funzione del trascendentale implica una relazione di determinazione [sia essa una di condizione di possibilità (Kant), di costituzione (Husserl) o di produzione (Deleuze)], una relazione che comprometterebbe la radicale autonomia dell’immanenza che Laruelle cerca.)

Accordingly, in order not to render immanence relative to that which it transcendentally determines, Laruelle will carefully distinguish immanence as a necessary but negative condition, as sine qua non for the relation of determination, from its effectuation as transcendentally determining condition insofar as this is contingently occasioned by the empirical instance that it necessarily determines.

(Di conseguenza, allo scopo di non rendere l’immanenza relativa a ciò che essa stessa determina trascendentalmente, Laruelle distinguerà attentamente l’immanenza come condizione necessaria ma negativa, come “sine qua non” per la relazione di determinazione, dalla sua effettuazione come condizione trascendentalmente determinante nella misura in cui è occasionata contingentemente dall’istanza empirica che essa determina necessariamente.)

Immanence is a necessary but not a sufficient condition for the determination of philosophy because it requires the supplement of philosophical thought as a contingent occasion in order to fulfill its necessary determining function vis a vis philosophy.

(L’immanenza è una condizione necessaria, ma non sufficiente per la determinazione della filosofia perché richiede il supplemento del pensiero filosofico come una “occasione contingente” in modo da svolgere la sua necessaria funzione di determinazione “faccia a faccia” con la filosofia.)

Consequently, whereas transcendental immanence is merely posited-as-presupposed through philosophical Decision, Laruelle will separate or dualyse the two moments of Decision, so that non-Decisional immanence is first presupposed -without being
posited- in its radical autonomy as immanence, which is to say, as foreclosed to Decision, the better to be occasionally posited -without being presupposed- as a transcendentally foreclosed but nevertheless determining condition for philosophical Decision.

(Di conseguenza, dove l’immanenza trascendentale è meramente posta-come-presupposta attraverso la Decisione filosofica, Laruelle separerà o “dualizzerà” i due momenti della Decisione, in modo che l’immanenza non-Decisionale è prima presupposta – senza essere posta – nella sua radicale immanenza, cioè, in quanto forclusa alla Decisione, per poi essere al meglio occasionalmente posta – senza essere presupposta – come una condizione trascendentalmente forclusa ma cionondimeno determinante per la Decisione filosofica.)

Accordingly, unlike Kant and Quine, Laruelle separates the gesture of presupposition from that of position at the same time as he separates immanence from its transcendental effectuation.

(Di conseguenza, a differenza di Kant e Quine [presi come esempi contrapposti di pensiero trascendentale filosofico, ndT], Laruelle separa il gesto di presupposizione da quello di posizione e allo stesso tempo separa l’immanenza dalla sua effettuazione trascendentale.)

First, immanence is presupposed (without-position) in its foreclosure to Decision as utterly empty and transparent, void of any and every form of predicative content, whether it be empirical or ideal.

(Primo, l’immanenza è presupposta (senza essere posta) nella sua forclusione alla Decisione in quanto completamente vuota e trasparente, priva di qualsiasi forma di contenuto predicativo, sia esso empirico oppure ideale.)

It is presupposed as the minimally necessary precondition for thought, as a negative or empty condition, rather than a positive, ontologically sufficient or substantive state of affairs.

(E’ presupposta come la pre-condizione minimamente necessaria per il pensiero, come una condizione negativa o “vuota”, piuttosto che uno stato di cose positivo, ontologicamente sufficiente o “sostanziale”.)

Which is to say that it is presupposed as foreclosed to the advent of ontological Decision concerning that which is or the way in which what is (i.e. foreclosed to the possibility of articulating the distinction between essence and existence).

(Che equivale a dire che è presupposta come forclusa all’attività della Decisione ontologica che concerne “ciò che è” o “il modo in cui è” [per es. è forclusa alla possibilità di articolare la distinzione fra essenza ed esistenza.] )

Second, and only by virtue of being presupposed as this necessary but non-sufficient condition, immanence is posited (without-presupposition) on the occasional basis of Decision, as transcendentally necessary for Decision.
Only on the occasional basis of philosophical Decision can immanence be posited as transcendental and thereby become positively effectuated as a necessary condition for Decisional thought.

(Secondo, e solo in quanto è stata presupposta come condizione necessaria ma non-sufficiente, l’immanenza è posta (senza-presupposizione) sulla base occasionale della Decisione in quanto trascendentalmente necessaria per la Decisione stessa.
Solo sulla base occasionale della Decisione filosofica l’immanenza può essere posta come trascendentale e perciò diventare effettuata positivamente come una condizione necessaria per il pensiero Decisionale.)

(…)

What then is a ‘non-rabbit’?

(Cosa è allora un ‘non-coniglio’?)

It is the transcendental coincidence of an individual phenomenon that no longer presupposes an individuating logos, and an individuating matter that is no longer posited on the basis of an individuated concept.

(E’ la coincidenza trascendentale di un “fenomeno individuale” che non presuppone più un “logos individuante” e di una “materia individuante” che non è più posta sulla base di un “concetto individuato”.)

More precisely, it is the unilateral duality of an unobjectifiably immanent phenomenon, one that has not been posited by means of an individuating phenomenality, and a unobjectifiably transcendent phenomenality, one that has not been presupposed through an individuated phenomenon.

(Più precisamente, è la “dualità unilaterale” di un fenomeno immanente non-oggettivabile, che non è stato posto tramite una “fenomenalità individuante” (come nelle fenomenologie “a la Husserl” o “a la Heidegger”, ndT), e una fenomenalità trascendente (di tipo ideale, ndT) non-oggettivabile, che non è stata presupposta attraverso un “fenomeno individuato” (come nelle citate fenomenologie, ndT).

It is a xenotype: an unenvisageable, unfigurable yet radically immanent theoretical phenomenon.

(E’ uno “xeno-tipo”: un fenomeno teoretico radicalmente immanente, inimmaginabile e senza-forma.)

But what then is non-materialism that it is able to reconfigure the parameters of perception in so drastic a fashion as to allow for the apprehension of such phenomena?

(Ma che cosa è allora il non-materialismo che è capace di riconfigurare i parametri della percezione in un modo così drastico da consentire l’apprensione di tale fenomeni?)

A transcendental adrenochrome.

(Un adrenocromo trascendentale.)”

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Photo Credit: https://specularimage.wordpress.com

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4 pensieri su “Il Soggetto-Alieno, teoretico-trascendentale, di Ray Brassier

  1. certamente, c’è una ascendenza kantiana in quanto “pensiero trascendentale”, ma in Brassier si esce fuori dal “correlazionismo” kantiano fondato sull’ “ideale sintetico a priori” (ed anche, come si evince dal brano, da quello di Quine fondato all’opposto sulla scienza) e da quello fenomenologico continentale per cercare di delineare un “trascendentale reale” nel cui ambito si effettua un Soggetto-Alieno inteso come “organo teoretico puro”, cioè né empirico né condizione di possibilità dell’esperienza, che è soggetto di una teoria non-decisionale sulla materia.

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  2. Un pezzo da meditare a fondo. A caldo, per cercare qualche appiglio concettuale, cerco di riferirlo all’io penso kantiano. Successivamente l’analogia con l’adrenocromo fa emergere un’idea di essere come vis, non tanto e non solo come tensione ad opporsi al nulla, ma ad imporsi un ruolo ontologico che abbandoni il soggetto senza tornare alla sostanza.

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