Meta-Selettore e Principio di Mediocrità per rispondere alla Domanda delle Domande filosofiche, secondo Jim Holt

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In questo post propongo un estratto dal libro di Jim Holt “Perchè il mondo esiste?” (2012) in cui il filosofo e, soprattutto, saggista statunitense cerca di dare una risposta forse alla Domanda filosofica per eccellenza, ossia “Perché c’è qualcosa e non il nulla?”, che può risultare interessante per lo schema di pensiero logico utilizzato e l’utilizzo di due presupposti su cui fondare le conclusioni, che non anticipo.

Entusiasmato, forse troppo, dal risultato ottenuto lo comunica in questa lettera a Derek Parfit, noto filosofo analitico di Oxford, che non risulta aver dato una risposta (forse saggiamente).

Buona lettura e buona riflessione.

“Caro professor (Derek) Parfit,

è stato bello passare un pomeriggio con lei a All Souls (Oxford).

Riflettendo sulla nostra conversazione, credo di aver indovinato una soluzione completa e unica al problema della realtà e del perché si manifesti proprio in questa forma – la spiegazione che finalmente risolve il giallo del “Perché c’è qualcosa anziché il nulla?”.

Comincio partendo da due presupposti:

1) A ogni verità corrisponde una spiegazione.
2) Nessuna verità si spiega da sé.

Il punto 1, ovviamente, è il Principio di Ragion Sufficiente leibniziano. Afferma che non esiste alcun fatto bruto. Più che una verità in sé, preferisco considerare tale principio una bussola che dice: «Cerca sempre una spiegazione, a meno che non ti ritrovi in una situazione che ti impedisce di farlo».

Il secondo principio è una generalizzazione dell’idea che nessun Selettore, come lei stesso ha detto, può scegliersi da sé.

Serve a togliere di mezzo i circoli viziosi.

Una causa non può causare se stessa. Una giustificazione non può giustificarsi da sé.

Dio non può creare se stesso.

Un insieme non può appartenere a se stesso. La teoria degli insiemi lo chiama “Assioma della fondatezza”. Quindi chiamerò il principio 2) “Fondatezza”.

E adesso passiamo a dimostrare che esiste una sola spiegazione completa ed esaustiva di come la realtà si manifesti in una certa forma.
Al livello 0 abbiamo le “possibilità cosmiche” in cui la realtà potrebbe manifestarsi. Vanno dalla possibilità Nulla alla possibilità “Tutti i Mondi”, e includono le infinite possibilità intermedie, dove esistono mondi concepibili di qualche tipo, e altri no. Per necessità logica, una di tali possibilità cosmiche deve prevalere. Chiamiamola R, come “reale”.

Al livello 1, il più basso dei livelli esplicativi, abbiamo i Selettori plausibili, tutte le giustificazioni possibili al fatto che la realtà si manifesti in una certa maniera al livello 0. Essi includono la Semplicità, il Bene, la Regolarità Causale e la Pienezza, oltre alla possibilità “Nessun Selettore”, l’eventualità che non ci sia affatto una spiegazione.

Al livello 2, quello metaesplicativo, abbiamo i meta-Selettori plausibili, tutte le giustificazioni possibili al fatto che un certo Selettore prevalga al livello 1. Essi includono – di nuovo – la Semplicità, il Bene, la Regolarità Causale e la Pienezza, oltre alla possibilità “Nessun Meta-Selettore”.
Adesso consideriamo qualche caso.

Per prima cosa supponiamo che non vi sia alcun Selettore che spieghi R, e che non vi siano spiegazioni all’assenza del Selettore. Allora il manifestarsi della realtà è un fatto bruto, e ciò viola il Principio di Ragion Sufficiente. Vicolo cieco.

Proseguiamo supponendo che uno dei Selettori al livello 1 possa spiegare R. Chiamiamolo selettore S. Allora, il prevalere di S si può spiegare oppure no. Se non si può, è un fatto bruto che S sia il Selettore. Ma questo viola di nuovo il Principio di Ragion Sufficiente. Vicolo cieco.

Quindi supponiamo che si possa spiegare perché S è il selettore. In altre parole, che vi sia un meta-Selettore (al livello 2) che sceglie S (al livello 1). Chiamiamo il meta-Selettore M.

E ora chiediamoci: che cosa potrebbe essere M?

Una certezza è che M non può coincidere con S. Ciò violerebbe il Principio di Fondatezza. Poniamo per esempio che S sia il Bene (nel qual caso avremmo la più virtuosa realtà possibile): non lo sarebbe senz’altro per ragioni di opportunità etica. Lo stesso discorso vale per i Selettori che realizzano le posizioni cosmiche intermedie tra “Nulla” e “Tutti i Mondi” – come il Selettore “Regolarità Causale”, il Selettore “Eleganza Matematica”, il Selettore “Male”. Ognuno di essi sceglie se stesso al meta-livello, e crea un circolo vizioso.

A ben vedere, soltanto due meta-Selettori al livello 2 potrebbero essere M: la Semplicità e la Pienezza. Nessuno di essi si sceglie da sé, pertanto il Principio di Fondatezza resta inviolato. Se la Semplicità fosse il meta-Selettore che prevale al livello 2, non sceglierebbe sé stessa al livello 1. Al contrario, sceglierebbe la possibilità “Nessun Selettore”, la più semplice forma esplicativa possibile, che non prevede alcuna spiegazione. Se invece a prevalere al livello 2 fosse la Pienezza, non sceglierebbe se stessa al livello 1. Al contrario, sceglierebbe tutti i Selettori.
Quindi, presupponendo il Principio di Fondatezza, è logicamente valido ammettere soltanto due possibili meta-Selettori al livello 2: la Semplicità e la Pienezza. Uno di essi deve costituire la spiegazione ultima.

Restano perciò due casi da analizzare:

Caso 1: Il meta-Selettore è la Semplicità. Se così fosse, al livello 1 si verificherebbe la possibilità “Nessun Selettore” (così come la Semplicità al livello 1 favorirebbe la possibilità Nulla al livello 0). Ma se non c’è Selettore al livello 1, allora A, la possibilità cosmica che fonda la realtà, sarebbe una scelta casuale, questione di fatalità pura. Tuttavia, non si tratterebbe di un fatto bruto: lo fonderebbe la Semplicità al livello di meta-spiegazione.

Caso 2: Il meta-Selettore è la Pienezza. Se così fosse, esso sceglierebbe tutti i selettori al livello 1 (come la Pienezza al livello 1 sceglierebbe la possibilità “Tutti i Mondi” al livello 0). Ma è logicamente impossibile che siano tutti i selettori al livello 1 a fondare la realtà: si contraddirebbero. La realtà non può essere al contempo perfettamente piena e perfettamente vuota. Né può essere al contempo la migliore dal punto di vista etico e quella dotata dei rapporti di causa ed effetto più regolari (perché di tanto in tanto un miracolo la potrebbe migliorare). E certamente non può nemmeno essere al contempo la più virtuosa e la più malvagia. I Selettori di livello 1 potrebbero coesistere al massimo come Selettori parziali. Allora R, la possibilità cosmica che al livello 0 diverrebbe realtà, sarebbe completamente mediocre: piena e vuota quanto possibile, buona e malvagia quanto possibile, ordinata e caotica quanto possibile, elegante e brutta quanto possibile, e via dicendo.

Nel caso 1, R sarebbe scelta a caso tra le possibilità cosmiche, nel caso 2 la più mediocre delle possibilità cosmiche. Questi sono gli unici esiti di realtà al livello 0 coerenti con i principi di Ragion Sufficiente e di Fondatezza. Ed è fortissimamente probabile che si tratti in entrambi i casi della stessa realtà! È altamente probabile che una possibilità cosmica scelta a caso si riveli completamente mediocre.
È questione di numeri e nient’altro. Tra le forme in cui la realtà si potrebbe manifestare, ce n’è soltanto un pugno che possiede caratteristiche speciali – la perfetta semplicità, la virtù perfetta o la perfetta pienezza, per esempio. La stragrande maggioranza non ha caratteristiche speciali. Si tratta di realtà generiche.

E che aspetto avrebbe una realtà generica?

Per prima cosa, sarebbe infinita. Le realtà che consistono di un’infinità di mondi sono assai più numerose di quelle che ne possiedono in quantità finita (questo, ovviamente, è il risultato di un calcolo insiemistico elementare. Il numero di sottoinsiemi finiti di numeri naturali è sì infinito, ma in un ordine di infinitezza inferiore al numero degli insiemi infiniti di numeri naturali).

Ma ancorché infinita, una realtà generica non potrebbe mai contenere tutto ciò che è possibile – le mancherebbe una quantità infinita di possibilità (in termini di teoria degli insiemi. Il complemento di una realtà generica infinita è altrettanto infinito). Perciò una realtà generica è infinitamente distante sia dalla Possibilità “Tutti i Mondi” sia dalla Possibilità Nulla.
La realtà generica, essendo infinita, possederebbe per necessità un gran numero di regioni isolate e dotate di una o più caratteristiche speciali. Immaginiamo una serie infinita di lanci della moneta: 1 per “testa”, 0 per “croce”. Nella sua interezza si tratterà di una sequenza priva di schemi, ma senza dubbio conterrà – per puro caso – tutti gli schemi locali concepibili. Ci saranno tratti di pienezza perfetta, ovvero una lunga serie di 1. Ci saranno tratti di vuoto perfetto, ovvero una lunga serie di 0. Ci saranno tratti che si manifestano come i più begli schemi possibili, e altri che si manifestano come i più brutti possibili. Ci saranno tratti che sembreranno sensati, capaci di celare messaggi e scopi nascosti. Ma ogni nucleo locale di significato/messaggio/scopo sarà contraddetto da un altro significato/messaggio/scopo posto in un altro luogo della realtà generica. E la loro somma totale sarà l’insignificanza cosmica.

Questo è il genere di realtà massimamente probabile nel caso che il meta-Selettore sia la Semplicità (caso 1) o la Pienezza (caso 2).

E poiché si tratta delle due uniche possibilità logiche coerenti con i principi di Ragion Sufficiente e di Fondatezza, se tali principi sono validi la realtà deve essere così. Ecco quindi la spiegazione completa del perché la realtà si sia manifestata in questa maniera, senza fatti bruti né ragionamenti lasciati in sospeso. Risponde a entrambe le domande che hanno dato il via alla sua ricerca filosofica: Perché qualcosa? Perché tutto questo?
E se un’indagine empirica più accurata ci rivelasse che la realtà, in fondo, non è così generica? Se fosse la migliore possibile dal punto di vista etico, come sostiene John Leslie? O la più prolifica, come la considerava Robert Nozick? O se un Dio si manifestasse come l’origine di tutto l’essere? Allora, se la mia logica è corretta, il Principio di Ragion Sufficiente o quello di Fondatezza (oppure entrambi) sarebbero violati. Ci sarebbe un fatto bruto originario, o una causa che è causa di se stessa. Ma tale apparente eccezione cosmica potrebbe benissimo essere un’illusione – e noi umani siamo particolarmente sensibili alle illusioni, perché il potere della nostra immaginazione – mediocre come la realtà che la incorpora – è troppo limitato per vedere davvero le cose come stanno.
Non si senta in dovere di rispondermi.
So che è molto preso da questioni più importanti.
E grazie ancora per il pranzo!

Con gratitudine,
Jim Holt ”

Ovviamente, ed il Problema quindi si trasferisce ad una loro critica, se non accettiamo i presupposti il ragionamento di Holt cade … nel nulla, e la Domanda si riapre ad altre possibili “risposte” più radicali dove la logica, la matematica, le spiegazioni delle verità ed il Principio di ragion sufficiente saranno considerati in modo differente e con differenti “risultati”.

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Photo Credit: What God wants – Richard Currier

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