“La rosa e Milton” di Jorge Luis Borges

Delle generazioni delle rose
che nel fondo del tempo si sono perdute
voglio che una si salvi dall’oblio,
Una senza marchio o segno tra le cose
che furono. Il destino mi concede
questo dono di nominare per la prima volta
quel fiore silenzioso, l’ultima
rosa che Milton avvicinò al suo viso,
senza vederla. O tu vermiglia o gialla
o bianca rosa di un giardino cancellato,
lascia magicamente il tuo passato
immemorabile e in questi versi brilla,
oro, sangue o avorio o tenebrosa
come nelle sue mani, invisibile rosa.

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