“La mia lingua” di Enrico Marra

La mia lingua vive di notte
spinge scende come pasta
permanenza morbida
umida frantumazione
un muscolo di piacere
la mia lingua
arriva alla totalità
come dolore
addominale
farfalle al basso ventre
un tocco da maestro
umido calore
clito mente
amplesso
interazione
schiaccia
consuma
miscela
luce e fame
niente credo
nessun dubbio
domanda rifiuto
e negazione
inesistenti
solo azione
ma

li
di notte
la mia lingua
parla eterna
toglie fame
fragili emozioni
distesa
come luce
affonda
sulle labbra
doppie labbra e clito
sulla pelle
come un brano
singolo in minore
inizia
deglutizione e sale
si sporca
di silenzio
la mia testa
le tue gambe stringono
i sussulti
bagnato di te il mio volto
disegno il tuo piacere con la lingua
la mia lingua.

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