“Amori immaginari” di Jorge Riechmann

Siamo venuti a festeggiare.
La festa di due corpi e un ombra.
Due corpi strappati alle radici
e la linfa amara della tua vulva dolce
battezza il mio tradimento.

La tua voce è qui, ma tu non sei qui.
Ci sono i tuoi occhi, ma tu non ci sei.
C’è il tuo corpo, tu no.
Come un albero sradicato,
come un orecchio staccato,
come una barchetta scolpita nella corteccia di pino
che si perde nel ruscello dell’infanzia.

Incredibile caso
di una moneta non truccata
che cada sempre sulla stessa faccia
ma vivere è questo.
Inspirazione creare un codice
ed espirazione frantumarlo. Non continuare a lanciare questa moneta.

Fa buio alle quattro di pomeriggio
il cielo sconfessa tutti gli specchi
e sa che ti ho perduta.

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