“Aisha”

E’ entrata nella stanza sorridendo leggera nei grandi occhi neri, una bambina che deve diventare grande
Non sa cosa deve fare in quella stanza piena di donne che chiacchierano, la nonna, le zie, le vicine di casa. Sente le amiche giocare in strada, una canzone le suona dentro. Cosa vogliono da lei queste donne? Lei vorrebbe solo correre fuori con gli altri bambini.
Le hanno aperto le gambe, due donne la tengono ferma con forza. Ma perché? Mi stanno facendo male!
L’uomo entra con un coltello in mano. Cosa fa?
Aisha trattiene il respiro.
Mani da vecchio, sguardo vuoto. La lama sfiora la pelle, è fredda. Taglia improvvisa, strappando via la carne. Aisha urla impazzita credendo di morire per il dolore, per questa violenza che le stanno imponendo senza neanche dirle perché. L’angoscia sale dentro. Le donne intorno continuano a parlare e a sorriderle.
Perché non mi aiutano?
L’uomo cuce con un grosso ago, le donne fanno una fasciatura e appoggiano Aisha su un letto, coprono la parte nuda con un lenzuolo.
I bambini continuano a giocare e a ridere in strada, oltre quella porta, oltre i vetri chiusi della finestra. Aisha guarda fuori, il cielo è ancora azzurro ma lei non riesce più a vedere i colori. Fra le gambe sente un fuoco, ma ancora più forte è il dolore al petto. Sembra che voglia scoppiare.
L’urlo continua ad uscire, ma nessuno lo sente, è solo nella sua testa. Quell’urlo è una domanda: perché?
Gli occhi smarriti si guardano intorno, ma vedono il vuoto. Aisha ora conosce il male. E’ diventata donna.

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