La scrittura del fondamento

  1. L’immissione nel nucleo di senso originario offertoci dal pensiero che pensa il fondamento, che tenta di pensare il fondamento, conduce il pensiero verso sé, lo porta ad interrogarsi primariamente sul pensare stesso, lo sospinge e lo invita a tornare a sé.
  2. Pensando, prima ancora di introdurre un oggetto di pensiero, il pensiero è già volto alla sua cosa, è già in atto come pensiero e in ciò dà ad essere qualcosa come un pensiero, cioè qualcosa che proprio nell’esplicarsi che gli è essenziale implica un volgersi a sé che si esprime come autonominarsi pensare. Il pensiero è in atto sempre già prima di sapersi pensiero, di essere nominato e tenuto insieme in un concetto e una parola. Ma in particolare: il suo autonominarsi pensare (o anche: coscienza, io, esserci…) non è qualcosa che si preforma in maniera statica e in un qualche tempo misurabile nei termini di un prima dell’esplicarsi, un prima dello svolgersi come “pensare a…”, ma si attua come autonominazione in tanto che esplicantesi in un pensare a.., in un essere in atto qualsivoglia del pensare. Nel mentre si svolge come pensare, il pensiero opera l’autocoglimento essenziale affinchè possa esplicarsi, ma nello stesso tempo l’esplicazione, lo svolgimento deve poter essere in-formato dalla prioritaria pre-formazione: si ha pensiero nell’identità strutturale di un esplicarsi coordinato da un’origine regolativa, la quale si costituisce nel flusso esplicativo stesso.
  3. Il portare in atto il pensiero in uno scritto è ciò che connota la letteratura filosofica, differenziandola da quella scientifica e da quella narrativa, e precisamente si pone come quel costantemente ripetuto tentativo operato dal pensiero di compiere l’autocoglimento, l’autonominazione, che sarebbe il raggiungimento della cosa del pensiero. In particolare, in uno scritto di logica pura, o scienza del fondamento, ciò che si pretende di portare ad autonominazione è la cosa stessa del pensiero, ciò per cui il pensiero si autonomina tale. Dunque lo sviluppo linguistico necessario alla logica pura coincide con lo sviluppo che il pensiero stesso attua cogliendosi come pensiero, cioè nell’essere se stesso. Ciò quindi non si darà se non in un dire che dicendo esibisce se stesso, cioè non in un dire oggettuale, determinativo, costruttivo e “mappativo”, ma in un dire che dà saggio di se stesso, un manifestarsi alla luce nel mentre del suo conformarsi. Ciò io chiamo “saggio del pensiero”. Il saggio di pensiero è la realizzazione letterario-filosofica della pressione esercitata dalla cosa del pensiero sul pensiero stesso. Ma prima e molto più a fondo della realizzazione letterario-filosofica sta la pressione vivente che la cosa esercita sul pensiero vivente, pre-riflessivo, naturale e quotidiano, che subisce la pressione, e che ognuno di noi ben sa.

https://www.youtube.com/watch?v=GdKs9aR4GUo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...