Rex e la soluzione che non c’era

“Esistono tante idee relative ad un’essenza, quanti sono i pensieri che le hanno concepite: questo è vero soltanto se il pensiero è discontinuo.”

“A loan creates a deposit.”

Si rifugiò in quel luogo. E recise ogni legame d’affetto e d’odio.
Prima di andarsene, a quella tribù d’amici che gli era ancora amica, all’inevitabile domanda, “perché te ne vai?”, rispose qualcosa che qui non ricordo.
Disse: “State bene, me ne vado. Stee bein, e vagh.”
E qui… qui comincia l’avventura del signor… e non mi viene il nome.
E non c’è fretta di raccontare da cosa scappasse, né se fuggisse davvero, né chi si augurasse d’incontrare, un bel giorno, perché c’è tutto il resto della vita per farlo. So che ad un certo punto della sua esistenza prese fuoco un edificio, il deposito di risparmi di una comunità di texani, coloni per bene, che avevano lavorato per tutta una vita, il cui sangue, dapprima versato nella lotta contro gli autoctoni, venne in seguito accaparrato (al 1,0099985% lordo d’interesse) dalla banca che s’era poi incendiata.
Appresso al deposito texano furono abbrustoliti (insieme a tutte le banconote, ben inteso) altri 37,00 (trentasette/00) forzieri, tra cui quello di Paperon de’ Paperoni.

Il pistolero aveva cominciato a dar i numeri…
Leggendo un libro di Bertrand, a pagina 71, gli vennero in mente, come per incanto (come se fosse stato ipnotizzato da Mefistu), varie serie di numeri:

1,2,3,4,5,6,7,8,9,10
1,4,9,16,25,36,49,64,81,100
3,5,7,9,11,13,15,17,19
2,2,2,2,2,2,2,2

2 era dunque la “volontà di potenza” del numero 2!
Ah, Federico, anche tu da quest’erme parti?

Tutto era avvenuto per caso.

Ragionando, il discorso valeva anche per 1

1,2,3,4,5,6,7,8,9,10
1,2,3,4,5,6,7,8,9,10
1,1,1,1,1,1,1,1,1

1 era la volontà di potenza di 1! Ma s’era fatto un giro in meno!

E per il 3, numero perfetto, vuoi che non…?

1,2,3,4,5,6,7,8,9,10
1,8,27,64,125,1216,343,512,729,1000
7,19,37,61,91,127,169,217,271
12,18,24,30,36,42,48,54
6,6,6,6,6,6,6

6 era la volontà di potenza di 3! Ma s’era fatto un giro in più!

Da notare che il risultato finale per 1 era nonuplo, per 2 era ottuplo, per 3 era settuplo! Peste e corna! Calava!

La serie dei numeri magici, per i primi 7 numeri, era:
1,2,6,24,120,720,5040

Inoltre:

1 x 1 = 1
1 x 2 = 2
2 x 3 = 6
6 x 4 = 24
24 x 5 = 120
120 x 6 = 720
720 x 7 = 5040

Bene, il gioco era finito…

“La lettera era stata imbucata alle nove meno venti. Erano esattamente le nove meno dieci di dieci anni dopo, quando arrivò la diligenza del Pony Express. Esitai con la mano sulla fondina della pistola, e mi voltai domandando se avevo scritto tutto.”

Il prof. Frankie Baddressed rispose dopo un paio d’anni:

“Caro Sig. Rex,
tengo innanzitutto a scusarmi per il ritardo con cui le rispondo; ma, sfortunatamente, nell’ultimo trasloco di casa ho smarrito la lettera. Tuttavia, le voglio assicurare che, quando la ricevetti, la lessi attentamente e ora posso finalmente darle qualche commento.
Se ricordo bene, lei metteva in evidenza due risultati: il primo su quelli che lei chiama ‘numeri magici’ e l’altro su di una certa ‘costante’. I suoi risultati sono senz’altro lodevoli dal momento che lei non è un matematico per così dire professionista; sfortunatamente entrambi sono pure noti.
Quanto ai suoi numeri magici, essi fanno parte della storia della matematica (‘triangolo di Tartaglia’ etc.) e sono chiamati numeri fattoriali…
…Questi numeri fattoriali hanno un’importanza enorme nel calcolo delle Probabilità e nella Statistica; può trovarli in un qualsiasi testo liceale che tratta il Calcolo Combinatorio oppure il Calcolo delle Probabilità.
Per quanto riguarda la sua costante, il suo risultato è noto con il seguente enunciato:

‘la derivata n.esima della funzione xn (la potenza n.esima di un qualsiasi numero x) è uguale ad n!’

Questo risultato è più sofisticato del precedente e lo si trova nei testi universitari di Analisi Matematica I, dove vengono studiate le ‘funzioni’ e le loro cosiddette ‘derivate’, le quali sono alla base del Calcolo Infinitesimale (la cui paternità è attribuita a Goffredo Guglielmo ed a Isacco).

Alla luce di quanto lo ho brevemente commentato, non posso non congratularmi con lei per la sua abilità matematica nello studio dei numeri e magari trovassi tale disponibilità nei miei studenti universitari…”

Ora parlerò di un’azione cosiddetta ‘chirurgica’.
In occasione dell’ennesimo, vettoriale, incalcolabile compleanno del nostro impavido eroe, Mr. Kurt Fredschild, patriarca massimo di una famosa (ma non come meriterebbe) dinastia di banchieri franco-tedesco-inglesi, lasciò le sue spoglie mortali sotto gli effetti nocivi di una pallottola scaturita da una rovente colt 45, che perforò il cuore dell’ingobbito vecchietto. Un secondo colpo fu trasmesso, forse per sopraggiunta pietà, alla tempia del moribondo banchiere. Uno dei più famosi coroner degli Stati Uniti, il Dr. Charles Dixitutnegat così dissertò:
“La vittima in ogni caso spirò perché gli mancò finalmente il fiato”.
Da notare che sul cadavere era stato rinvenuta una banconota da 1 dollaro e tre monetine da 10 cents.
Dopo Kurt toccò ad una lunga serie di Fredschild. Cascarono sul terreno, uno dopo l’altro, come tante mele mature. A turno, ognuno soffrì un po’, non troppo però, e morì quasi all’istante. Chi li freddò sapeva usare magnificamente la rivoltella. Ad ognuno di loro venne corrisposto una giusta retribuzione post-mortem, che andava, a seconda dei casi, da 95 centesimi di dollaro a 2 verdoni e ventisette nichelini.
Quando fu freddato Otto (insieme ad altri otto collaboratori) Fredschild, di anni quarantatrè, sposato, tre bambini, la moglie incinta del quarto, pagato, forse per via della numerosa prole, con ben tre dollari e un ventino, il governo promulgò la consueta legge delega (la numero 45.889 di quell’anno, detta volgarmente ‘legge pistola’):
“…La colt 45 è perciò definita un’arma desueta e sarà immanentemente ritirata dal commercio. Chiunque restituirà l’arma riceverà uno sconto dello 0,0002% sulle proprie tasse dirette”.

Rex da tempo accarezzava un sogno, tradurre Voyelles d’Arthur Coeurdur in zilocche.
E lo fece, ‘sto misfatto!

A vuir, E baisn, I trosn, U snerl, O kro: faalaas,
Hi frigniè siul fox mosiench fetentes:
A, vuir snoglet snelu snac fes snuck splacnek
Fii sockenent usnuck fes snucchers prulent,

Snockl gombr; E, fruneur fes cassnel hi fes verné,
flacks fes finees gieel, fuà frech, fullog snacckels;
I, vrottesw, fran sgnacchè, viir fes freen peels
Fans ah funneel ui glies frinii scenekte;

U, schell, virrense ftinees fes merd dirines,
Jack fes panis pescen d’ineau, jack fes ruiin
Fhi l’ariiin prennee coux franfs groott frugniue;

O, duigniè Glorieoun kliin fes sgniiiak inghignè,
Sgniecches trignigni fes murmeè y fes angleè:
O Ugniacca, riijon fiiiuliit fe sii Yuii !

Liityul a gblunù uuss iu kiir fe tyis ierriil,
L’inkinkty huuleè plang fe da nuck è deis riin
La merd a perlè rousse à tes mammes vermeilles
Et l‘Homme saignè noir à ton flanc soufrigneè.

Poi l’uomo Rex rise, rise, rise, come un folle!
E si rammentò… di quell’altro verso terribile!

“Et le printemps m’a apporté l’affreux rire de l’idiot.”

e anche di quell’altro ancora, non meno atroce :

“Voici le temps des Assassins.”

Poi scese in giardino, con la colt fuorilegge in mano, e scorse un colibrì, liberato da Henry, le celèbre traitre d’Amérique.
Mirò contro l’uccellino, sei colpi che attraversarono innocui l’interno del cono del battito d’ala del vispo frugivoro… che non se ne accorse nemmeno…
Qualche settimana dopo l’ultima esecuzione, un corriere raggiunse il villaggio degli Zilocches. Rex Miller, manco a dirlo, era fuori sede. Il postino chiese di poterlo aspettare. Dodici giorni dopo consegnò un messaggio al vice-capo del Villaggio (tale Serpe Saggia).
Non so come, Rex venne a conoscenza del testo. Il comando dei rangers gli intimava di interessarsi ai casi, verosimilmente connessi, degli eccellenti assassini e degli incendi delle banche, al fine di consegnare alla Giustizia i responsabili. Gli fu anche garantita una ricompensa di $ 500,00 (cinquecento/00), nonché un aumento dello stanziamento governativo per le provvigioni invernali ai suoi Zilocches.
Per oscure vie, Rex manifestò al mondo il proprio pensiero:
“I responsabili?
Alcuni sono vivi, altri, non più.
Non accetto denaro, né dagli uni, né dagli altri.”

Non seguirono mai chiarimenti.

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