“Ho aperto le labbra” di Sabrina Longari

Ho aperto le labbra
al digiuno delle tue anche
femmina prima di essere donna:
dea in ipotesi

Mi scavi
E ti lascio affondare
in un urlo di pelle, nella forma
liquida dei pensieri

E’ questa l’invasione?
Restare prigioniera
sotto stelle accese dal tuo nome
tra i seni un chiodo, in ogni passo
delitti

Riscoprirmi
Vergine pulsante
Caleidoscopio di luci improbabili
fino al gioco dei tuoi occhi

Ecco, smaschero l’essenza che è in me!
Raccolgo i capelli lungo una traccia d’oro
Libero l’aria, un vuoto tra le vertebre
Parole non mie dove non ti ho riconosciuto
dove non sei, ché sei soltanto
tra le forme del mio pagliaccio d’Amore

Un orecchino, un altro
Il bracciale sul letto
L’abito grigio vicino alla porta
Io, seduta con la mia Poesia

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2 pensieri su ““Ho aperto le labbra” di Sabrina Longari

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