Rapsodie del fondamento 1. Il fondamento come apriori destinale.

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Il fondamento come apriori destinale

  1. Se noi ci rendessimo conto della complessità intensiva del pensiero, di ogni singolo, istantaneo atto di pensiero, dispereremmo di poter anche solo sfiorare il fondamento. Eppure qualcosa ci spinge in quella direzione. Qualcosa agisce sotterraneamente in noi, in ogni istante, anche in quelli apparentemente più lontani e banali, agisce attraverso strategie occulte, gettandoci in situazioni e presentandoci realtà impregnate di richieste, richieste di chiarificazione, di comprensione, richiedenti cioè “perché?”. E noi sempre ci troviamo vinti da tali meccanismi, e ci troviamo a dover rendere conto di un perché come se fossimo noi responsabili di tutto ciò. L’ansia del perché ci pervade e vince la paura dell’abisso. Ma la paura dell’abisso non è una paura irrazionale, immotivata, mera paura dell’ignoto, bensì si espande in maniera proporzionale alla consapevolezza, cresce con lei, con-cresce, dunque è concreta, conscia e reale.  

    Ansia del perché e paura dell’abisso costituiscono…

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