PET MAN E IL SUO IPSUS – EGO

Quasi tutti sanno o credono di sapere che si muore quando si incontra il proprio alter-ego, non intendo l’ego e l’anti-ego che vengono a contatto e si annichilano, producendo fotoni a coppie di miliardi. Quel che nessuno forse sa, e perciò ognuno continua a morire indisturbato e indisturbante, è che si muore, ragazzi miei, si Muore, solo perché NON muore il nostro Ipsus-Ego.
PetMan si sveglia.
Sa.
Cosa sa?
Che entro stasera il succinto e succitato super-eroe, numerose medaglie immeritate all’immerito, un personaggio insomma del calibro né inferiore né superiore a nessuno: uguale. La frase la continuo dopo.
Provi qualcuno a rispondere alla domanda riferita ad un’ipotetica corsa fra Tarzan e Achim della gara di cento liane stile libero, chi vince?
E’ più veloce ad estrarre la pistola Capitan Miki o Lucky Luke?
Dottor Strange potrebbe ipnotizzare Mandrake?
Le precedenti domande non hanno senso e in tale non-sense si regge l’attuale resoconto di cui sto relazionando.
Finisco la frase sospesa. Che entro stasera il succinto e succitato super-eroe morirà.
Non ci sono né santi né madonne, né interpellanze parlamentari e popolari, fan, estimatori, sociologi e neurologi.
A meno che… e in tutti i fumetti c’è sempre almeno un a meno che, che non è un ameno che, puta caso, sorride, è un a meno che il quale toglie dalle ambasce l’eroe di turno.
Forse.
C’è una speranza.
Un tiepido focolaio di dubbi.
A meno che non muoia l’ipsus ego.
Perché deve morire o l’uno o l’altro?
Perché sta nascendo un terzo ipsus ego.
E NON NE POSSONO ESISTERE TRE O NUMERO DISPARI DI IPSUS, CAPITO?????!!!!
Tutti noi moriremo per questa ragione.
Il discorso vale anche per quei fotoni che, in quanto bosoni, non rispettano il Principio di esclusione di Pauli, per cui tutti i gemelli si possono unire e, se in fase, pure costituire un laser?
Nescio. Il problema è per ora di rinvenire l’ipsus ego.
Per quanto riguarda l’origine e la motivazione del perché e del percome Pet-Man abbia scoperto che deve morire in quanto sta nascendo un terzo ipsus – ego, lascio alla fantasia del lettore l’ingrato compito di scoprire l’inghippo o di inventarne uno.
Lo sa perché lo sa.
Si sveglia una mattina e qualcosa lo informa.
Non sarebbe un super-eroe se non fosse informato delle principali cause delle proprie vicende. Chiamalo sesto senso, o quinto e mezzo, come Dylan, o puro buon senso, come Tex.
Ora c’è un unico modo per Pet-Man di scoprire dov’è Ipsus-Pet-Man, il quale, giova ricordarselo, crede di essere Pet-Man che sta cercando di mettersi in contatto con Ipsus-Pet-Man. Il mondo è rotondo, tenetevelo bene in capa.
L’unico modo è di chiamare l’autore di Ipsus-Pet-Man. Che Qualcuno lo chiami.
Tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu…
Ovvio che è occupato.
Mi sta chiamando lui.
Ora bisogna giocare d’astuzia.
Normalmente una persona mediamente intelligente aspetta di essere chiamato.
Una persona tanto intelligente da creare Ipsus-Pet-Man, chiama, sapendo che l’altro sta aspettando.
Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn!
Ecco! Che avevo preannunciato? Basta tenere l’intera cazzimma della periferia bassa della galassia.
Pronto?
Pronto, parlo con l’autore di Pet-Man?
Sì, scusi, ma come ha trovato il numero?
Ho chiamato la redazione, il cui numero è sulla rivista.
Per quello che seguirà, capirete anche voi quello io già so, chissà quanto spenderà… stante la distanza?!
Bene!
Lo sa bene, immagino, il motivo della chiamata?
Certo. Teniamoci in contatto. Nel frattempo sto memorizzando il suo numero. Ci sentiamo. Ah… un attimo… a proposito… dove si trova esattamente lei e l’Ipsus-Pet-Man?
Prima bolla spazio-temporale a sinistra.
Grazie, come non detto. Prima a sinistra, a ha detto?
Sì, è pratico della zona?
Come no! Ma non credo di vagare in quei paraggi per almeno duecento milioni di secoli.
Come disse Albert Einstein, personaggio minore di numerose storie di fumetti, ma ‘na capa tanta!, a pagina 91 di “Relatività”, 1916, capitolo 2°: “per la descrizione fisica dei processi naturali, né il primo né il secondo dei corpi di riferimento K, K’ risulta privilegiato in confronto all’altro. A differenza della precedente affermazione, non occorre che quest’ultima sia a priori necessariamente valida; non è contenuta nei concetti di moto e di corpo di riferimento e da essi derivabile; soltanto l’esperienza (e la malizia, poi capirete n.d.r.) può decidere in merito alla sua correttezza o non correttezza.”
E non dimentichiamo quel che Albertino aggiunge, a mo’ di concia, poche paginette più in là: “Orbene, noi potremmo facilmente supporre che l’esistenza di un campo gravitazionale sia sempre soltanto apparente.” Anche se “… ciò non è però assolutamente vero per tutti i campi gravitazionali…”.
In poche parole: non è scritto da nessuna parte chi dei due è Ipsus-Pet-Man. La faccenda come minimo è confusa.
Consulto il “Novella 2000 balle” dell’ordine degli autori fumettari e scopro che il maggiormente noto autore di Pet-Man non sono io. E’ lui. Era stato visto recentemente a Bayreuth al festival annuale di Wagner, mentre assisteva senza nemmeno andare un attimino in bagno alle tre o quattro opere dell’Anello, tetralogia la chiamano nell’articoletto, quindi quattro. Nel corso dell’amena e lunghissima intervista, in cui fa un po’ il divo civettuolo, annuncia al popolo pagano che è sua ferma intenzione andare a rimirare da vicino la città natale di Mahler, l’Autro-ceko-crucco che più crucco non ce n’è, dove avrà luogo una demenziale due giorni ininterrotta di musiche del grande maestro di numerose sinfonie immortali, in quanto ha preso a cannonate tutte le altre.
Orbene, niente da obiettare che la Germania hitleriana poteva benissimo governare il mondo, se non ci fossero stati quei duecento milioni di yankee a spingere dall’altra parte e che oggi come oggi, Euro sta partorendo un bambino che si chiama Marco, come il nonno, ma se c’è un popolo che ti rende imbecille, perché lo è, genialmente imbecille, è il deutch. Li abbiamo traditi un paio di volte e li abbiamo sconfitti almeno altre volte in match valevoli per la coppa del mondo di calcio, eppure loro continuano a frequentare le nostre riviere, affezionatissimi alla medesima cameretta del medesimo alberghetto della medesima spiaggetta del medesimo maretto turpe ed algoso.
Mentre lui si riempie di amenità crucche e affini, io agisco.
Conosco per vie traverse uno scienziato di nome James Short, libero, fin troppo libero, docente dell’Ateneo di Padova, e attacco il discorso via social network, il tempo è tiranno ahimè, e sentite che mi dice:
La velocità geometrica in relatività generale non deriva dal moto dei corpi, ma dalla deformazione dello spazio-tempo, ovvero dal fatto che non esiste un SdR globale (non è importante che tu capisca tutto, a te basta sopravvivere, no?) e che i rapporti tra SdR locali possono cambiare nel tempo. La posizione tra me e te cambia non perché noi ci muoviamo (rispetto al nostro Sdr locale) ma perché sono i SdR a cambiare fra loro.
Traduco: non cambia il culo, ma solo il posto dove esso si trova a posare. Ma, caro Shorty, nel caso della recessione superluminare fra due galassie vale il paradosso degli orologi? Un osservatore interno alle due galassie riesce a determinare chi è la più veloce?
Ho capito, intendi dT =dt/Y.
Boh?!
No, è quello, fidati.
Ogni osservatore vede l’altro rallentato, ma non dipende dal fatto che la recessione sia superluminale o meno, ma la formula in Relatività Generale è diversa: dT =dt/(1+z)
Ma che ne so?! E’ problematico stabilire quale delle due galassie si allontani più velocemente, no? Quale dei due fotoni sta risalendo il fiume? Quale dei due Pet-Man?
Chi?!
Lascia perdere. Anche perché, se la recessione è di una galassia rispetto ad un’altra, un osservatore di una terza galassia che ne sa?
E’ simmetrica la cosa. Per me sei tu che ti allontani, per te sono io. Per un terzo, come lo chiami, Pet-Boy…
Pet-Man!
Ok, Pet-Man osservatore vede che ci stiamo muovendo entrambi, crede di vedere, proporzionalmente alla nostra distanza da lui.
E’ proprio vero: non ci capisco nulla. Tale simmetria uccide la verità. Ognuno vede l’altro salmone rallentare e invertire la rotta: tutto è maya, illusione. Grazie lo stesso.
Di niente. La verità è che nessuno si sta muovendo. E nessun Pet-Man inverte la propria direzione. E’ solo lo spazio che si espande che ci fa sembrare le cose in questo modo.
Mi posso sparare?
Certo. In ogni caso, è bene che ci siano queste simmetrie che “uccidono la verità”, altrimenti non potremo fare fisica.
Claro che no.
Bene.
Non potremo mai influire favorevolmente sulla morte di Ipsus-Pet-Man. Né oggi, né mai.
Tra l’altro il mio Pet-Man ha sempre, nei momenti topici, dei rigurgiti di coscienza come tutti i super-mega eroi che si rispettino, diversamente da noi autorucoli di mezza classifica.
Bah!
Una frase del mio colloquio con Shorty mi sta rimbalzando da tempia a tempia, facendo ogni volta il tragitto interno.
Ora dovete sapere che, da quel che s’è capito, a questo punto diciamo che il vero Pet-Man sta in una galassia e si sta muovendo alla velocità della luce in direzione della nostra. Solo che la sua corsa è affannosa e durerà ancora molto perché detta galassia si sta allontanando dalla nostra ad una velocità superluminale rispetto alla nostra. Anche il mio (vero) Pet-Man sta correndo in simil guisa, alla vana ricerca del suo Ipsus. I due non si incontreranno mai.
Breve interludio fra me e voi, lettori di fumetti mediamente ardimentosi di imparare, ma normalmente e crassamente ignoranti. La galassia di Pet-Man è posizionata al di qua dell’orizzonte e quella di Ipsus Pet-Man al di là dell’orizzonte del cono di luce.
La velocità di recessione delle galassie, il loro fuggirsi reciproco, okay, è una velocità geometrica, non fisica, nulla continua a muoversi fisicamente più veloce della luce. Le galassie che recedono in realtà sono ferme. Il fotone Pet-Man sta correndo come un pazzo lucifero nella galassia A e il fotone Ipsus Pet-Man sta facendo la stessa cosa nella galassia B. Le due galassie sono lontanissime. B è in una parte del cosmo la cui recessione da A, è superluminale. Ha ancora senso dire che i due fotoni petonici si stanno allontanando? La loro velocità di allontanamento è superluminale?
La risposta è “dipende”. Dipende da quanto distanti sono, se la velocità è almeno tripla di quella della luce o se è meno che tripla. In quest’ultimo caso inizialmente il fotone Pet-Man, in A, si allontanerà ad una velocità la cui differenza da quella della luce è sempre maggiore di essa, perché si muove con la sua velocità fotonica in direzione opposta a B. Siccome questa velocità di recessione è minore della velocità della galassia B, pur allontanandosi, rimarrà un po’ indietro, andando a finire in regioni dove la velocità di recessione, il flusso di Hubble, è un pochino minore, quindi la sua recessione diminuirà ancora, finché ad un certo punto oltrepasserà la sfera di Hubble, la regione dove la velocità di recessione è luminale, non di più e non di meno. Pet-Man smetterà di allontanarsi e invertirà la direzione, cominciando ad avvicinarsi a B. Questo ci permette di vedere oggetti che hanno velocità di recessione maggiori di quella della luce.
Se invece, vale la prima ipotesi, la velocità di recessione è almeno tripla, la luce, e neanche il lumachesco Pet-Man riusciranno mai a raggiungerci. La luce, diversamente, risale la corrente del flusso di Hubble, come un salmone.
Ah, dimenticavo, la recessione è sempre da una galassia da un’altra galassia, non ha senso dire da tutte le galassie. Se la calcoli rispetto ad un’altra galassia, c’è, ma è diversa.
Chi guida l’espansione è la costante cosmologica, che è una densità di energia, che potrebbe essere l’energia quantistica che ribolle nel vuoto, oppure un campo dinamico, o una proprietà dello spazio-tempo che non si accoppia minimamente con la gravità…
Ci stanno lavorando. Si sa solo che non è dinamica, ma è ferma fisicamente, si muove geometricamente. Quando Shorty mi spiego il quanto dapprima non capii, poi capii che era meglio non capire.
Chiamo immediatamente l’ipsus autore .
– ‘Sera.
– Sono…
– Lo so bene chi è.
(che simpatico, penso)
– Idea, ci spariamo?
– Prego… Dopo di lei…
– No, insieme.
– E’ lei che vuol morire.
– No, voglio tentar di far sopravvivere il mio Pet-Man…
– Ah… l’Ipsus…
– Tralasciamo le definizioni.
– Ce l’ha la pistola?
– Sì, lei?
– Sì…
– Ha il servizio hologram?
– Sì, lei?
– Ha acceso?
– Sì, lei?
– Mi vede?
– Sì, lei?
– La sua pistola ha un solo proiettile?
– Sì, la sua?
– E’ una sei colpi?
– Sì, la sua?
– Comincia lei?
– No, lei.
– Click!
– Click!
– Click!
– Click!
– Click!
– Click!
– Click!
– Click!
– Click!
– Bang!
Ho vinto. Difficilmente potevo perdere. Una probabilità su 6. E non avrei nemmeno perso. Mi sarei ritirato.
Per correttezza sparo un colpo in aria.
Beng!
Non cadono calcinacci.
Pet, mio Pet, sei unico!
E fra poco ce ne sarà un altro da cui guardarci!
E grazie una cifra, Shorty!

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