“Oltre” di Ilaria Negrini

 

Recensione di Ilaria Biondi Titolo: Oltre Autore: Ilaria Negrini Genere: Poesia Editore: Youcanprint Data Edizione: 2016

Scivolare, all’imbrunire, sotto la corolla di pioggia che un cielo malchiuso lascia mollemente sbucare tra cortei di nuvole impoltrite. Correre, coi piedi scalzi e l’anima nuda, nel silenzio tiepido delle gocce aggrapolate, pianto di perla che scivola sul capo, mondandolo del peso caliginoso dei pensieri.

È chiara acqua raccolta, la Poesia di Ilaria Negrini, che con stille sottratte a un fulmine inquieto, scrolla dalle nostre spalle le ragnatele stanche di ore logore e impigrite, per restituirci – spogliati – all’embrione del nostro Io, alla primordiale condizione di ascolto delle nostre radici interiori, alle nostre membra sgravate degli inutili sapori guasti di una vita imbolsita. Brillìo rischiarante, la parola poetica, che aggancia le macchie torbide e rapprese della paura, il battito buio del vuoto, il taglio screpolato del dolore, l’orma immobile e pietrosa della disperazione, l’assalto incauto della memoria per affidarle, benevola e saggia, alle stanze antiche dell’infinito respiro, alla bocca cosmica di un Oltre – d’irraggiungibile e impossibile lontananza – che strappa pareti, scioglie nodi, sfronda confini e geometrie di un reale inappagato.

“ Cerco l’eterno

– stretta in un reale che non basta mai –

ogni dolore è uno strappo,

un’apertura verso l’alto,

verso quell’oltre che ci chiama,

gioioso e lontano,

inafferrabile,

ma da sempre

dentro di noi”

Raccoglie, la parola poetica di Ilaria Negrini, “il peso dell’esistere”.

Svuota l’urlo di pietra ingoiato che si annida “dentro”, a svellere grumi che incidono affilati il ciglio delle vene.

Misura, e consola quieta, il tuffo ferito di un corpo e di un cuore che invocano silenti il perduto splendore di un intreccio d’abbracci, di carezze che implorano desiderio ma si smarriscono mute nella solitaria polvere dell’assenza, nelle lacrime scabre della notte, nelle ombre sconfortate di un perpetuo, insaziato, vano protendersi.

“Impossibile raggiungerti

ora lo so

Resta il desiderio,

questo tendere all’infinito

di un finito che non si basta”

Insegue e promette azzurro d’onda, brezza di foglia e soffio d’erba, a regalare la fugace vertigine di un istante di gioia, in un mare di vento e cielo ove i capelli si fanno schiuma e i piedi nudi si specchiano nel flutto umido delle nubi, l’anima ardente si immerge nel ventre intimo della terra, congiungendosi misteriosamente col fuoco d’energia della Natura.

“Sempre più in là”, a scavare un varco nel fondo oscuro del cuore, a sgretolare quel “muro d’orizzonte” (immagine potente nella quale si ravvisa una chiara eco leopardiana) che chiude, accerchia e soffoca pensieri e anima entro i recinti impervi dell’attonita, incredula, immobile sofferenza.

Oltre il brulicare del tempo.

Oltre l’oblio, per rinascere – nuovi – nella parola.

Oltre, ove le lande senza luna si ricolmano del potere immaginifico e abbagliante della Poesia, che sola sa carpire alla materia e al silenzio astrale il frutto generoso del loro sommesso Segreto, la linea nuda della Verità.

Oltre l’Io, per risorgere – trasognati – nello stupito e tremulo alito di un Noi.

Oltre il Noi, per divenire Altro – nel transito dei giorni che assiepano frammenti da ricomporre.

Mentre complice suona la vibrante e sensuale melodia di un Altrove che sorride di luce, nel passo cadenzato delle nuvole …

“Poesia è uscire da sé

inondare la luce

del deserto

Immergersi nel mondo.

Guardare oltre.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...