“Sogno” di Ilaria Negrini

Guardavo, attraverso la finestra, il cielo grigio di pioggia, la laguna agitata. Leonard Cohen cantava.

Uscivo senza ombrello, giravo per le piccole strade affollate. Venezia era fredda. E poi c’eri tu, il tuo impermeabile blu, i tuoi capelli neri. Mi venivi incontro, affondavo fra le tue braccia e restavo così, quasi senza respiro. Non ricordavo più l’ultima volta che ti avevo visto, il viso immobile, il corpo freddo e quel silenzio assoluto, assordante.

Quando ho ricordato avrei voluto urlare.

Mi salutavi, dicevi che partivi, cambiavi città. Io dicevo che eri pazzo, che non potevi lasciare Venezia. Sorridevi triste e ti allontanavi.

Non capivo che non ti avrei più rivisto, non sapevo che era la fine. Quando l’ho capito avrei voluto…

Ma ormai era tardi, troppo tardi per fermarti. Ero sveglia, il sole filtrava fra le persiane. E il ricordo era nitido ormai. Solo in sogno avrei potuto vedere ancora una volta i tuoi occhi.

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